Stimoliamo i nostri figli a cogliere la ricchezza nelle differenze
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Di chi parlare oggi

Sebastiano Zanolli

In occasione della partecipazione al Convegno Distrettuale relativo al progetto Lions Kairòs


Di chi parlare oggi?
Dei bambini diversamente abili o dei bambini abili?
Oggi devo decidere. Parlare del problema o della soluzione.
Ho deciso.
Parlo della soluzione.

Inutile dire che il diverso può essere ricchezza.
Lo si sa. La contaminazione tra eventi, persone, culture differenti porta di solito belle sorprese.
Si sa anche che il diverso è un intoppo alla ripetitività dei processi.
Il fuori standard non è mai amato nei processi produttivi.
Inutile raccontarcela.

Ricordo di un bambino a scuola con me che, diverso, risultava di rallentamento alla attività scolastica.
Ai miei tempi si bocciavano quando non si tenevano a casa.
Di sicuro l’anno dopo a quello in cui Giovanni venne bocciato finimmo la geografia e la storia in tempo.
Di sicuro sapemmo dove posizionare Helsinki e chi erano i Gracchi.
Non abbiamo però più saputo dove e chi fosse Giovanni.
Una tacca in più al nostro futuro profilo professionale, una tacca in meno al nostro profilo emotivo.
Una medaglia in più sul petto, una macchia in più sul cuore.
Chi sono diventati quei bambini che hanno visto scomparire Giovanni tra le nebbie del “se non serve non esiste”?
Sono scivolati nella centrifuga della Vita.
E hanno avuto figli a volte destri, meno frequentemente mancini, a volte alti a volte bassi , a volte chiassosi e a volte muti, come i pesciolini rossi.
A volte tristi come la luna d’inverno a volte felici come i fiocchi di zucchero filato.
A volte Giovanni a volte no.
La centrifuga dà e la centrifuga toglie.

La storia gira, si avvolge, si piega e si raddrizza.
La mia è la tua , la tua la mia, a volte meno.
Giovanni meritava di più, noi meritavamo di più.
Meritavamo tutti di più.
Meritavamo una spiegazione, un cenno, un esempio.
Una storia che dicesse che quando un plotone esce lì fuori si riportano a casa tutti.
I Feriti, i vivi e anche i morti.
Così mi hanno insegnato quando ero carabiniere ed uscivo in ordine pubblico, impaurito come penso fosse a volte Giovanni,.
Ho sempre apprezzato questo patto.
E ho sempre riportato a casa i miei e loro me.
E non c’entra con la testa, ma c’entra con il cuore.
Può costare ma salva l’anima, oltre che la vita.
Garantisce che puoi farti la barba usando lo specchio e ti fa sentire meno solo il giorno in cui tocca a te.
Nessuno ripagherà quei bambini e Giovanni di quelle occasioni sprecate di ritornare tutti assieme a casa dalla esplorazione della vita e dei suoi tornanti e tunnel.
Avremmo imparato in tutti i casi che si viene e si va.
Questo è sicuro.
Ma solo assieme avremmo compreso che è come si viene e come si va che fa la differenza.

Non è mica tardi.
Ho visto Giovanni. Passa le giornate al Bar, mentre io corro.
Velocità differenti iniziate tanto tempo fa.
Io posso rallentare. Lui non può accelerare.
Non è più la maestra che lo boccerà.
Chi deve fare sono io.
Spero che accetti da bere Giovanni.
Torniamo a casa.

Sebastiano Zanolli - Sito Web: www.sebastianozanolli.com/
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