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Riflessioni su Kairós

SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO

“J. VITTORELLI”

BASSANO DEL GRAPPA

OGGETTO: verifica progetto Kairos – Scuola Pilota di Bassano del Grappa

 

RIFLESSIONI DEGLI ALUNNI

SULLE ATTIVITA’ PROPOSTE

DURANTE LA SETTIMANA DEL “SUPER-ABILE”

 

 
Autismo

 

v     Mentre guardavo il video “ Autism speaking” ,all’inizio durante la presentazione di questa malattia, mi sentivo male, angosciata, quasi da stringermi le ginocchia al petto in una stanza buia e rimanere con gli occhi spalancati. Subito dopo, con le immagini dei progressi che si possono ottenere grazie ad operatori e specialisti, mi è ritornata la speranza, ero partecipe nella loro voglia di aiutare i bambini, sentivo il loro infinito amore.”

v     Credo che l’autismo sia una delle malattie più difficili d’affrontare, ma penso che la mia classe, grazie a queste tre lezioni meravigliose fatte di video, discussioni, giochi e lavori di gruppo, abbia compreso quanto sia importante capire e aiutare le persone autistiche. Grazie a questo progetto, oggi a ricreazione, ho visto la mia compagna di scuola X. in maniera diversa e ringrazio la Prof. di avermi dato l’opportunità di considerare le persone disabili sotto tutto un altro aspetto.”

v     “ Il video che ho visto mi ha aiutata a calarmi nella condizione dei familiari di questi disabili che si sottopongono a fatiche e sacrifici per il bene dei propri figli, per farli sentire protetti ed al sicuro ma allo stesso tempo importanti e che, nonostante tutto, affrontano anche le situazioni più terribili con grande coraggio e forza di volontà. Ammiro molto questa loro forza che li spinge ad unirsi nella lotta contro l’autismo ( considerato forza del male da sconfiggere).”

v     ….durante la presentazione sull’autismo interviene un alunno e dice: “ Prof., ma allora l’autismo vince sempre!!”

 

 
Arte:  manipolazione di pasta di sale da bendati

 

v     “La pasta di sale al tatto risultava molto fresca e soffice, lasciandosi modellare facilmente al tocco. Grazie alla privazione della vista gli altri sensi erano fortemente amplificati e il tatto, nel suo complesso, mi permetteva di immaginare la forma di ciò che stavo creando.”

v     “ Dopo un po’ di tempo mi sentivo la testa pesante e vuota, la sentivo come ciondolare da una parte all’altra, però sentivo che tutta la mia attenzione era concentrata sulle dita, come se lì fosse finito anche il mio cervello.”

v     “In questa attività ho riscoperto l’odore, la consistenza del materiale, ma soprattutto la pazienza e la forza di volontà, che penso contraddistingua i ciechi nell’affrontare la vita.

Ho provato anche rabbia nel non riuscire, come i ciechi forse, soltanto che io, se volevo, potevo togliermi la benda in qualsiasi momento, loro no”.

v     “ …era come – aiuto..! aiuto..! – ma nessuno in mio aiuto…..”

v     “….e io che mi lamento sempre del fatto di essere miope….”

v     …..una cosa di cui sono sicura è che noi non possiamo mai ridare la vista ad un cieco ma loro possono insegnarci a guardare con “altri occhi”, quelli del cuore”

 

 

Religione: colazione al buio

 

Sensazioni:  - insicurezza negli spostamenti (durante l’ingresso – “i banchi spigolosi, fanno male”)

-          curiosità

-          disorientamento e sconforto nel compiere azioni banali ( bere da un succo “ è difficile centrare il buco” – aprire una confezione di biscotti)

-          titubanza finchè non si riconosce cosa si sta mangiando

 

v     “ Prima di entrare in classe da bendato mi sono reso conto di essere rimasto l’ultimo della classe in corridoio, mi sono sentito isolato, profondamente solo ed insicuro come sperduto nel vuoto.”

v     “ I rumori ed i profumi erano forti ed amplificati”

v     “ Sono andato in crisi solo per il fatto che mi era caduto il tovagliolino di carta e non riuscivo più a trovarlo, mi dovevo pulire la bocca e non sapevo come fare”

v     “ non mi era mai capitato di dover usare l’udito ed il tatto per capire chi avevo accanto e dov’era una persona, mi è sempre bastato vedere”

v     “ Ho bevuto un succo di frutta ma non sono stata in grado di capire se era alla pesca o all’albicocca”

 

 

Tecnologia:comunicazione aumentativa alternativa

 

v     “ Ho provato rabbia nel non poter comunicare facilmente o non trovare i simboli adatti”

v     “ Ho avuto paura di non essere capito. Forse tutti i miei compagni o quasi si sono divertiti come me, ma la persona che per comunicare deve usare sempre questi simboli non credo si diverta”

v     “ E’ difficile poter esprimere tutte le parole che si hanno in mente”

v     “ Mi sento fortunata”

 

 

Docente Referente

Prof. Agnolin Andrea


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