a. PRIMA AZIONE
Lettura del racconto “Come una rosa blu”
ARGOMENTO
Come una rosa blu è una storia semplice, dall’impatto immediato, che racchiude un messaggio delicato e profondo: la particolarità e la rarità della rosa blu. La rosa blu è JENNY, “una bambina speciale”, che ha bisogno di essere curata di più, amata di più.
Questa particolare storia è stata scritta da GERDA KLEIN, una donna polacca deportata in un campo di concentramento perché era ebrea, durante la Seconda guerra mondiale. La signora KLEIN ha vissuto per alcuni anni questa condizione di deportata, ma non si è fatta sopraffare dalla disperazione e dall’annichilimento. Lei è riuscita in una impresa straordinaria, viste le condizioni, ha fatto tesoro di quella esperienza e ne ha tratto degli insegnamenti.
Ha realizzato per questo una fondazione che si preoccupa di insegnare alle generazioni successive come riuscire a vincere la paura del diverso e come riuscire a percepire la diversità in quanto ricchezza.
La storia scelta per questa attività è solo un esempio di ciò che GERDA KLEIN ha scritto ai fini dell’educazione e dell’accoglienza della diversità.
OBIETTIVI:
- Scoprire come le diversità siano un’esperienza che accomuna tutti.
- Parlare con disponibilità delle proprie caratteristiche individuali.
- Comprendere come proprio queste caratteristiche determinino la propria originalità.
COMPETENZE:
- Riuscire a valorizzare se stessi, senza sentirsi superiori, ma con dei punti di forza e dei punti di debolezza.
- Riuscire a valorizzare gli altri proprio per le loro diversità, che sono complementari rispetto a me.
Come una rosa blu
Di Gerda Klein
Jenny è una bambina.... un'adorabile bambina.
I suoi occhi sono nocciola, i capelli un po' scuri. Se i capelli le cadono sugli occhi, li scosta.
Ma la mano non va dritta alla fronte.
Prima si curva come un fiore al primo schiudersi dei petali. Poi scosta i capelli dagli occhi. Jenny è diversa. Diversa?
Si, diversa da quasi tutte le altre…
Ma chi ha detto che tutte le persone debbano essere uguali?
Pensare, agire, apparire uguali?
Per me, Jenny è come una rosa blu. Una rosa blu? Avete mai visto una rosa blu?
Ci sono rose bianche, e rose gialle, e un'infinità di rose rosse.
Ma blu? Un giardiniere sarebbe felice di avere una rosa blu. La gente verrebbe da lontano per vederla. Sarebbe rara, diversa, bella. Anche Jenny è diversa.
Ecco perché, in qualche modo è come una rosa blu.
Quando Jenny giunse a casa dalla clinica - una bambina rosa morbida, paffuta - piangeva spesso. Più spesso degli altri bambini. Perché?
Chissà, forse vedeva ombre diverse che la spaventavano. Forse udiva suoni a lei sconosciuti.
Quando fu più grandicella, stava sempre accanto alla mamma e le si attaccava alla gonna. Sapete, quando un gattino perde la coda l'udito gli si fa più acuto, dicono.
E' vero che la coda aiuta un gattino a correre più veloce. Ma un gatto senza coda ci sente meglio e avverte i passi che s'avvicinano molto prima degli altri micini.
Ma alcuni non sanno che un gatto simile può avere un udito tanto acuto;
vedono solo che gli manca la coda. Certi bambini sono crudeli, e guardano fisso e prendono in giro: "Gatto senza coda!" "Gatto senza coda!".
A volte Jenny correva dalla mamma e le si aggrappava stretta, così senza ragione. O almeno senza una ragione chiara per noi. Pian piano capimmo che il mondo di Jenny era un poco diverso, un mondo in un certo senso a noi ignoto.
Cominciammo a pensare che vivesse in un mondo nel quale potevamo non sentirci a nostro agio. Entrare in quel mondo è un po' come andare su un altro pianeta. E' come se Jenny vivesse dietro uno schermo, uno schermo che non riusciamo a vedere. Forse ha colori magnifici. Forse quei colori a volte distraggono Jenny dal prestare attenzione a quel che le diciamo.
O forse ascolta una musica che noi non possiamo sentire. I pesci hanno un linguaggio e una musica tutta loro portata dalle onde, dicono. Una musica che noi non possiamo udire perché non abbiamo orecchie abbastanza fini.
Sì, forse Jenny ode suoni che noi non udiamo.
Forse è per questo che a volte balza in piedi e intreccia misteriosi passi di danza.
Jenny è come un uccellino, un uccello dalle ali molto corte, mi capita di pensare. Per un uccello così, volare è difficile: ci vuole più forza, più fatica, più tempo.
Per un uccello con le ali normali, volare è cosa scontata. Ma un uccellino con le ali corte deve impegnarsi molto per imparare. Deve essere più bravo degli altri.
E' per questo che dobbiamo capire che conquista è per Jenny imparare. Non importa cosa. Ma c'è un'altra Jenny.
Una Jenny che, in un triste pomeriggio d'inverno siede in poltrona e si dondola, con la sua bambola tra le braccia.
È molto turbata è confusa, lentamente, mi dice: "Mamma, Sally ha detto che sono ritardata. Che vuol dire, mamma? Ritardata? I bambini dicono ritardata, e ridono."
Ci sono molte cose che Jenny non capisce. E ci sono molte cose di Jenny che gli altri non capiscono: che Jenny è come un gattino senza coda; che Jenny sente una musica diversa; che Jenny ha le ali corte; che Jenny deve essere protetta.
Jenny è come una rosa blu, delicata e bellissima. Ma le rose blu sono così rare che ne sappiamo poco, troppo poco. Sappiamo solo che hanno bisogno d'essere curate di più.
Di essere amate di più.
METODO:
- LETTURA DELLA STORIA, in CIRCLE TIME, dopo aver creato l’atmosfera di silenzio nell’aspettativa di …………………….qualcosa di interessante.
- ANALISI DELLA STORIA, con particolare attenzione ai seguenti pasaggi:
JENNY È UNA ADORABILE BAMBINA.
POI SI CURVA COME UN FIORE AL PRIMO SCHIUDERSI DEI PETALI.
JENNY È DIVERSA.
MA CHI HA DETTO CHE TUTTE LE PERSONE DEBBANO ESSERE UGUALI ? PENSARE, AGIRE, APPARIRE UGUALI?
JENNY è come una ROSA BLU
UN GIARDINIERE SAREBBE FELICE DI AVERE UNA ROSA BLU.
LA GENTE VERREBBE DA LONTANO PER VEDERLA .
Quando JENNY venne portata a casa dalla clinica era UNA BAMBOLINA ROSA, MORBIDA, PAFFUTA, …
Piangeva più spesso degli altri bambini……… forse vedeva ombre che la spaventavano, udiva suoni sconosciuti…
Quando fu più grandicella, stava sempre accanto alla mamma e le si attacca alla gonna…
Sapete quando un GATTINO PERDE LA CODA…
A volte JENNY corre dalla mamma e le si aggrappa stretta…, così senza ragione…, o almeno senza ragione per noi
…IL MONDO DI JENNY ERA UN POCO DIVERSO…A NOI IGNOTO…COME SE VIVESSE DIETRO AD UNO SCHERMO… forse ha colori magnifici… o forse ascolta una musica che noi non possiamo sentire.
I PESCI hanno un loro linguaggio e una loro musica.
JENNY è un uccellino dalle ali molto corte. Un uccellino con le ali corte deve impegnarsi molto di più per imparare a volare.
Per JENNY è una conquista imparare.
In un triste pomeriggio d’inverno, siede in poltrona e si dondola, con la sua bambola tra le braccia.
È molto turbata. “Mamma, Sally ha detto che sono ritardata. Che vuol dire ritardata?”
È molto confusa… e dice “I bambini dicono ritardata e ridono. Perché ridono?”
CI SONO MOLTE COSE CHE JENNY NON CAPISCE
CI SONO MOLTE COSE DI JENNY CHE GLI ALTRI NON CAPISCONO:
Che JENNY è un GATTINO SENZA CODA
Che JENNY sente una MUSICA DIVERSA
Che JENNY ha LE ALI CORTE
Che JENNY deve essere PROTETTA
JENNY È COME UNA ROSA BLU, delicata e bellissima.
Ma le rose blu sono così rare che ne sappiamo poco, troppo poco.
SAPPIAMO SOLO CHE HANNO BISOGNO D’ESSERE AMATE DI PIÙ.
DI ESSERE AMATE DI PIÙ.
DISCUSSIONE:
l’insegnante stimola gli alunni alla riflessione sull’argomento, ponendo le seguenti domande:
- CONOSCI QUALCUNO CHE POTREBBE ESSERE VISTO COME UNA ROSA BLU?
- PERCHÉ?
- QUALI SONO LE SUE PARTICOLARITÀ?
- SONO SOLO I PREGI?
- POSSONO ESSERE ANCHE QUELLE CHE NOI CONSIDERIAMO DIFETTI?
OSSERVAZIONI GUIDATE
…(
nome di un alunno/a diversamente abile della tua classe o della scuola) è una delle rose blu, conosciuto/a dalla classe, quello/a subito facilmente identificabile, più simile a JENNY, proprio per la sua particolarità….
“…..”, così viene chiamato/a amorevolmente dai compagni, sorride ….canta…batte le mani…intreccia dei passi di danza a suo piacimento per cadenzare le sue emozioni.
Se lui/lei dai compagni viene percepito/a e vissuto/a come “……” e non solo come “strano/a” o “certificato/a”, allora diventa la persona che con il suo modo d’essere, esplicitamente “fuori dalle righe”, permette a tutti di sentirsi liberi di riconoscere le proprie caratteristiche, il “proprio fuori dalle righe”. Queste discrepanze non vengono più ricondotte alle categorie di “pregi e difetti”, ma semplicemente, vengono riconosciute elementi che delineano la propria persona.
GIOCO INTERATTIVO di caratterizzazione
Un alunno volontario esce dalla classe, rimane fuori alcuni minuti. Dopo che i compagni con le insegnanti hanno deciso CHI scegliere come protagonista del gioco, l’alunno viene richiamato in classe.
Istruzioni per vincere: per indovinare CHI abbiamo scelto, hai a tua disposizione dieci domande del tipo…SE FOSSE UNA PIZZA, QUALE SAREBBE? ...SE FOSSE UN ANIMALE, QUALE SAREBBE? …SE FOSSE UNA STAGIONE, QUALE SAREBBE?
Le rivolgerai ad alcuni compagni, che ti risponderanno in base alle caratteristiche della personalità del compagno del quale si deve indovinare il nome. Al termine delle risposte prova ad indovinare il nome del compagno.
Questo gioco si ripete più volte.
LAVORO CREATIVO di disegno
Consegna:
Disegna una rosa blu su un foglio. Pensa e poi scrivi le caratteristiche che più ti contraddistinguono dentro i petali.
Sulla base di queste caratteristiche prepara una presentazione di te, da fare davanti agli altri: leggendo e spiegando le caratteristiche, oppure improvvisando qualcosa in un modo più originale.
LAVORO DI GRUPPO considerato eventualmente anche come elaborato finale.Per formare il gruppo si seguono le stesse modalità dell’unità didattica
precedente, pur cambiando la composizione e il compito da eseguire, rimangono inalterati alcuni criteri di funzionamento: la scelta democratica del capo gruppo, del moderatore “silenziatore”, dello scrittore ecc…
Il compito da eseguire è il seguente: utilizzando le potenzialità di ognuno, creare un lavoro di gruppo che metta in evidenza come la diversità possa diventare una ricchezza.
Questo lavoro può essere espresso in una qualsiasi forma creativa: dal fumetto, alla poesia, alla canzone, ad uno spot…
CONCLUSIONE
A turno, ogni gruppo espone il proprio elaborato alla classe.